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Intervista a Davide Camparsi

29/10/2015

Amici e amiche, vi facciamo dono dell'intervista che ci ha rilasciato il vincitore di Esecranda 2015. Davide Camparsi è un autore la cui (buon) anima affiora in egual modo sia dalle parole che scrive sia dalle storie che ci racconta. Noi siamo onoratissimi di averlo premiato in diverse occasioni. Esescifi è piccina, ma ci auguriamo di cuore che ai "piani alti" qualcuno prima o poi si accorga di lui e gli tributi l'onore che si merita.


REDAZIONE: Il primo Esescifi e ora ecco Esecranda, racconta.

DAVIDE: Il primo Esescifi è stato uno dei primi concorsi letterari cui ho partecipato e veniva dopo il Trofeo RiLL dello stesso anno. Con onestà, devo dire che non conoscevo praticamente nulla di questo mondo, quando nel 2013 ho pensato di provare a scrivere le mie storie. Se non ricordo male mi aveva colpito la grafica del sito e il tema Fantascientifico. Durante l’estate avevo scritto un paio di racconti sempre di Fantascienza, per Altrisogni, che poi erano stati selezionati, e quindi avevo deciso di provare. È stata una bella esperienza, oltre che per il risultato, anche per la correttezza che avevo riscontrato (ma in generale devo dire che raramente mi è capitato diversamente) e il clima di passione che si respirava. Col tempo è diventato un appuntamento fisso. In mezzo c’è stata anche l’Antologia Lovecraftiana, che mi è servita sotto diversi aspetti, e infine Esecranda di quest’anno. Diciamo che qui mi sento un po’ a casa: un appuntamento cui non vedo l’ora di partecipare. Entusiasmo, volontà di fare le cose bene, con cura, e l’intento di confezionare il prodotto nel migliore dei modi, anche graficamente: tutti segni di un gruppo (la Redazione e i collaboratori) che ci mette del proprio, e anche oltre, per quello in cui crede. E dove la passione traspare in modo evidente.

Senza voler offrire il fianco alla piaggeria, mi sembra una cosa preziosa.

Di cui sono onorato di aver potuto partecipare.


Cosa è accaduto nel frattempo, che cosa ti hanno lasciato i premi e le antologie Esescifi? Qualcosa è cambiato/maturato nel frattempo?

In parte ho risposto sopra. I premi fanno piacere nel senso che riconoscono un valore alle storie che si è scritto. Però alla fine quello che resta sono gli incontri, anche solo di penna: le persone conosciute e le esperienze comuni. Cito qui Antonio Colombo, perché per me è la voce di ESEscifi, sempre disponibile, sempre puntuale. Sempre stimolante. Con la passione per la montagna, come me. Ma anche altri Autori con cui ho diviso le varie Antologie: Cristiano Fighera, che ha scritto un bellissimo racconto (La Nonna); Lorenzo Crescentini, di cui aspetto di leggere La Donna nel Bagno Piccolo (appena metterò le mani sulla mia copia di Esecranda 2015!); Enrico Teodorani; e infine Simone Giusti, che ho conosciuto ultimamente, e il cui  entusiasmo straripante e coinvolgente mi ha coinvolto in diverse iniziative di cui gli sono grato.

In mezzo ci stanno poco più di due anni stipati di racconti che sono stati scritti con l’intento di divertirmi e divertire, ma anche, spero, di migliorarmi ogni volta.


Per noi è complicato distinguere talvolta tra Fantascienza e Orrore, il confine del racconto di genere è molto labile. Difatti ci piace pensare ai nostri premi più a un Weird Tales o a una zona del crepuscolo simile alle trame di una serie come "Ai confini della realtà". Come ti poni prima di imbastire una storia vincente?

In realtà non mi pongo il problema del fatto che la storia debba essere vincente, quanto che il racconto sia accattivante, dica qualcosa in modo originale. E soprattutto sia una buona storia. In fotografia si dice che se una foto non è buona, spesso è perché non ci si è avvicinati abbastanza al soggetto: la composizione risulta opaca, priva di stimoli per chi guarda. Probabilmente lo stesso concetto vale anche per chi scrive storie. Avvicinarsi il più possibile al cuore delle cose rende la storia avvincente, appassionante per chi la legge.


Sii sincero. Il pendolo della tua creatività è più Scifi o più Horror?

Scrivere Fantasy mi rilassa, l’Horror mi diverte (detta così suona un po’ male, mi rendo conto) e la Fantascienza mi affascina. Come da lettore, mi piace poter passare da un genere all’altro; confrontarmi con le diverse peculiarità di ognuno. Se, come diceva Bradbury, la Fantascienza è l’arte del possibile, probabilmente è anche il genere che offre più possibilità e che richiede maggiore coerenza con la realtà, oltre che con l’universo narrativo della storia che viene raccontata. E, anche se credo che ogni buon racconto alla fin fine tratti sempre della natura umana, la Fantascienza è spesso tesa all’anticipazione del futuro, prossimo o lontano. In questo senso la trovo molto stimolante.  

In ogni caso, non mi dispiacerebbe affatto se ESEscifi proponesse anche un contest di ispirazione Fantasy (anche declinato nel Weird), per coprire i tre generi principali della narrativa fantastica.


Raccontaci della genesi di Fenditure.

Mentre scrivevo altre cose pensavo alle scadenze future e in particolare a Esecranda che sarebbe stata prossima. Ho scritto di getto l’incipit e poi l’ho messo da parte.  Come dicevo prima, il fatto di aver partecipato alla selezione di racconti per l’antologia su Lovecraft mi è stato sicuramente d’ispirazione. Pur essendo stato scelto per aprire la raccolta, confesso colpevolmente di non aver mai letto nulla di Lovecraft, ma solo indirettamente, attraverso scrittori che sicuramente lo hanno avuto come maestro. Come loro, mentre mi documentavo sulla persona e sulla mitologia, ne sono rimasto affascinato. Quelle suggestioni sono rimaste e sono confluite in Fenditure. Quando è uscito il bando di concorso, ho ripreso in mano l’incipit, la voce era quella giusta e l’ho seguita. Il racconto è venuto fuori in modo molto naturale e veloce.


Svelaci una curiosità. Tu e gli "amici di penna" vi scambiate dei pareri prima di partecipare ai nostri concorsi non è vero? C'è una reciproca e proficua competizione, non ci sbagliamo?

Più che prima, è capitato dopo.

La competizione poi è sempre con se stessi, almeno così la vedo io. Con Cristiano Fighera è capitato che finissimo per ritrovarci insieme in diversi concorsi, con piazzamenti gomito a gomito, o fossimo coinvolti entrambi nello stesso progetto, invitati uno all’insaputa dell’altro. A un certo punto, quando le coincidenze sono diventate marcate, è diventato motivo d’ironica perplessità. Ipotizzavamo chi fosse il doppelgänger dell’altro, e in quale momento i due universi dai quali proveniamo si fossero sovrapposti…

Ora che ci rifletto, scommetto che, in questo momento, Cristiano sta rispondendo a un’intervista simile a questa nella sua realtà alternativa!


C'è qualcuno che legge o giudica i tuoi elaborati prima dell'invio definitivo?

La mia ragazza. Innanzitutto è un’ottima correttrice di bozze e scova tutti i miei refusi; poi normalmente non è un’amante dei generi che scrivo: se il racconto le piace, significa che può andare; altrimenti vedo dalle sue smorfie quali sono i punti meno convincenti. Oltretutto, non ho timore che il suo giudizio sia compiacente nei miei confronti; è la persona che quando l’ho invitata a cena la prima volta, molto candidamente ha risposto: «Ma sì, tolto il dente, tolto il dolore…».


Sappiamo che è da poco che cavalchi l'onda, ce lo hai detto tu stesso. Quali sono, senza remore o condizionamenti, i piazzamenti che ti hanno maggiormente soddisfatto?

Onestamente, ogni volta è un piacere. Se il racconto è buono e viene apprezzato, è sempre una soddisfazione. Se Dio è amore, Sotto il Mare la Montagna Sogna e Fenditure, hanno ognuno un motivo diverso che me li fa amare; Il Messia della Tredicesima Colonia (per IF Insolito e Fantastico) aveva un tema che mi ispirava molto, la Fantareligione; Cuordrago (La Centuria e la Zona Morta) e Per Narranti e per Sognanti (Plesio Editore) mi hanno permesso di sperimentare nel Fantasy; i due racconti per RiLL, Perché nulla vada Perduto e quello di quest’anno, Non di solo Pane, mi hanno dato l’occasione, grazie ad Alberto Panicucci, di poter conoscere diverse persone che mi hanno insegnato tanto e mi hanno permesso di partecipare a progetti che altrimenti avrei potuto vivere solo da lettore. Forse l’ultimo sembra sempre il migliore perché la soddisfazione e più fresca, ma se ci penso, ognuno mi ha arricchito in più di un modo.


Ci sono stati ripensamenti, rammarichi o delusioni di sorta che mai avresti immaginato?

No, direi che sono stato molto fortunato. Come dicevo, sono stati due anni e mezzo densi di soddisfazione ed esperienze. Quando ho iniziato a scrivere, l’obiettivo era fare qualcosa di buono, divertendomi. Direi che ho ricevuto più che in abbondanza.


Descrivi un buon racconto, un romanzo o un film che di recente ti ha colpito e suggestionato.

Quest’anno ho letto due libri che si son fatti divorare, cosa che mi accade sempre meno, spesso più per stanchezza mia che per poca qualità delle storie. Uno è Da animali a Dei, di Yuval Noah Harari: un saggio sulla storia dell’Umanità. Avvincente, affascinante e, per quanto cupo nelle sue previsioni, entusiasmante. L’altro è la Trilogia delle Spine di Mark Lawrence (in italiano La Trilogia dei Fulmini, per motivi che sfuggono alla mia comprensione…), un fantasy oscuro che vale davvero la pena leggere.


Progetti per il futuro?

Migliorare un poco a ogni nuova storia che mi capiterà di scrivere.


E se?

Un anno e mezzo fa avevo risposto: E se… la passione tiene, spero per ognuno di noi un buon cammino lungo questo sentiero. Mi sembra sia stato di buon auspicio e sempre un ottimo augurio.


Grazie di tutto e buona continuazione.
La redazione di Esescifi


Note biografiche: Davide Camparsi

Nasce a Verona il 19 maggio 1970 dove vive e lavora come architetto. Il racconto “Perché nulla vada perduto” ha vinto la XIX edizione del Trofeo RILL. Il racconto “Se Dio è amore” ha vinto il primo concorso ESESCIFI 2013. Il racconto “Il Messia della 13° Colonia” è stato selezionato per la pubblicazione sul n. 15 della rivista IF Insolito e Fantastico. “Cuordrago” ha vinto il VI Trofeo “La zona morta”. “Sotto il mare la montagna sogna” è stato scelto per aprire l’antologia “L’universo di Lovecraft” di ESESCIFI. “La pecora perduta” è stato pubblicato in “Ma gli androidi mangiano spaghetti elettrici?” di Ed. Della Vigna, per l’EXPO 2015. “Per narranti e per sognanti” ha vinto il premio IncPi di Ed. Plesio. Altri racconti sono stati pubblicati per Dunwich Edizioni, ESECIFI, N.A.S.F., Tabula Fati.