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Intervista a Sergio Donato

05/11/2014

Cari amici e amiche, anche ESEcranda ha il suo giustiziere.

Vi regaliamo questa preziosissima chiacchierata con il vincitore della sua prima edizione. Ci siamo seduti davanti al camino, con il fuoco acceso crepitante e abbiamo riletto tutti i racconti.

Per noi i vostri pensieri, i consigli, ciò che ci trasmettete è linfa vitale. Non ci interessa vendere, ma altresì invece sapervi felici e soddisfatti ci nobilita. Noi cercheremo sempre di offrire la forma migliore ai vostri contenuti e far crescere la famiglia di ESEscifi.

Ora la parola passa a Sergio. 


REDAZIONE: Raccontaci, cosa hai provato nel vincere ESECRANDA?
SERGIO: Sorpresa. Ho provato sorpresa, nonostante abbia da sempre in mente una parafrasi del motto di De Coubertin: "L'importante è vincere sapendo di essersi battuti nel rispetto delle regole." Ma avere in mente la vittoria come obiettivo non è comunque sufficiente per prepararsi al successo. Non potrà mai esserlo. Dunque, quando vincerò avrò sempre la sorpresa come prima reazione, anche perché sono molto critico con me stesso.

Nello specifico, la gioia per la vittoria di ESECRANDA è arrivata anche dalla percezione di aver partecipato a un concorso "perbene", con tutte le cose a posto e con tanta passione in corpo.

REDAZIONE:Abbiamo sbirciato sul tuo blog, come "Il succhiamorte" è nato da una tua esperienza personale? Raccontaci, siamo curiosi.
SERGIO: Non voglio svelare troppo del racconto, ma sì, ero un bambino, ed ero in un piccolissimo cinema parrocchiale con mio padre per vedere un film spaventoso. Non c'era molta gente: era una terza visione, forse quarta. Ma c'era quest'uomo che, nel buio nella sala, mentre il film andava avanti e il climax cresceva insieme alla mia paura, si spostava di sedile in sedile verso di noi. Un'occhiata allo schermo e un'occhiata a noi. Alla fine di quel lento avvicinarsi, prese posto sul sedile accanto al mio e disse la stessa frase che ho scritto nel racconto. Nella mia vita, tutto il resto non si è verificato. Non ancora, almeno.

REDAZIONE: Esponi ai lettori quali sono i tuoi autori preferiti.
SERGIO: Impossibile. Non solo salto di palo in frasca, ma probabilmente sono il palo e la frasca a giudicare anche dal mio approccio alla scrittura, tanto che nel novero dei miei limiti spesso mi sono definito "eteroscrittore".
Non so, vado a istinti e a memorie piacevoli e provo a dire Davide Longo, Ian McEwan, Georges Simenon, Dan Simmons, Joe R. Lansdale, Theodore Sturgeon, Philip Roth, Jonathan Franzen, Turgenev, Raymond Carver, Walter Tevis. Troppi, troppi.
E leggete fantascienza. Se non lo avete mai fatto non potete sapere quanta poesia possa nascondersi nella fantascienza.
 
REDAZIONE: Cosa ti frulla per la testa prima di scrivere un racconto come "Il succhiamorte"?
SERGIO: Accidenti! E mo' come finisce? Sempre più spesso, ahimè, i miei racconti sono un insieme di schegge che provo a ricomporre per ottenere una forma riconoscibile. Ne "Il succhiamorte" avevo un incipit congelato e quel ricordo del cinema. Ho provato a scongelare il primo, mischiarlo al secondo e poi ho messo tutto in forno. Cottura a vista.
 
REDAZIONE: Un consiglio per chi scrive?
SERGIO: Imparate e poi dimenticate tutto. Se le regole di scrittura fossero l'unico sistema per imparare a narrare, per una proprietà transitiva i violinisti suonerebbero tutti allo stesso modo. Invece no, bisogna assorbire gli insegnamenti, ingoiarli, farli diventare calorie da ridistribuire all'organismo scrivente. Se non si prova a diventare una creatura diversa dalle altre si rischia l'uniformità. Per delle collaborazioni che faccio mi capita di leggere lavori inediti di aspiranti scrittori. Nove testi su dieci sembrano appartenere alla stessa persona perché il linguaggio scritto viene mutuato da quello parlato, che non ha niente a che fare con un'asciuttezza à la Carver; piuttosto con l'assenza di una scelta, di uno stile riconoscibile.
 
REDAZIONE: Per Il futuro? Parteciperai anche a Esescifi 2014?
SERGIO: Nel futuro c'è un romanzo in fase di stesura, altri quattro o cinque racconti, forse una nuova raccolta. E la Reversal Pictures ha opzionato un mio soggetto horror per farne un film.
Per quanto riguarda Esescifi 2014, ho già inviato il racconto. (sorrido)
 
REDAZIONE: Cosa pensi delle nostre iniziative? Cosa ci proporresti?
SERGIO: Scartabellando internet da un po' di tempo, e avendo avuto a che fare con tantissime iniziative letterarie, ciò che mi ha sorpreso di Esescifi è stata la trasparenza, l'assenza di prosopopea, la voglia di costruire fondamenta solide per non tirare su un castello di carte; e poi la calma e la gentilezza. Mi piacerebbe vedervi fare più promozione, ma non diretta come certe case editrici che diventano manifesti pubblicitari sui social network. Creare invece una rete di interessi. A me succede così con gli autori italiani di cui non so niente. Mi interessano per quello che scrivono fuori contesto, non per quello che vendono, quando poi scopro che hanno un libro, o una raccolta di racconti, il desiderio di lettura è quasi osmotico.

REDAZIONE: E se...?
SERGIO: ...la Terra ci stesse facendo alzare la temperatura dell'atmosfera per liberarsi di noi una volta per tutte? In un tempo su scala geologica è come se stesse sollevando lentamente la mano per scrollarsi di dosso le zecche.
 
REDAZIONE: Scrivi di qualche tua opera recente che vorresti proporre agli amici di Esescifi.
SERGIO: Sono molto legato alla raccolta di racconti edita da WePub, "È qui che dobbiamo stare". Recentemente ho scritto un thriller per Delos Digital, "Scorreva rabbia" che, anche se ha per protagonista un quindicenne, deraglia dal genere young adult per una ragione specifica.
Se invece parliamo di fantascienza, ho questo racconto online che mi piacerebbe farvi leggere: http://www.fantascienza.com/magazine/racconti/17940/petra-pan-e-il-gigantesco-coso-di-metallo/
 

Ancora grazie e tanti, tanti complimenti a Sergio.


La Redazione di ESESCIFI


Note Biografiche: Sergio Donato
Classe 1975. Foggiano in culla, bolognese con la barba. La narrativa breve lo ha reso protagonista in numerose riviste e pubblicazioni, tra le quali Robot, Wmi, Fantascienza.com, Horror Magazine e Thriller Magazine per Delos Books. Urania e Classici del Giallo per Mondadori. Ha pubblicato la raccolta “È qui che dobbiamo stare” per i tipi di WePub ed è stato autore per Nero Press Edizioni. Collabora con il blog cartaresistente.wordpress.com per il quale ha osservato i sette vizi capitali. Ha vinto il Premio Nero Short, il Premio Nero Lab 2011, il Premio Algernon Blackwood 2011 ed è stato finalista dell'edizione 2012; finalista anche al premio Stella Doppia 2012. Ha fatto parte della giuria del Premio Gran Giallo Cattolica città 2013-2014.